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Addìo Brianza

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Per Guido G. La Brianza che ama la cultura Indetta ha il Festival della Bruttura Ne fan parte anche gli abitanti Non noti al mondo per essere aitanti I Corpi malformati ti fan vedere Che l’anime d’accidia son afflitte Infine non vanno a confessar com’è dovere Non sanno dove portan queste slitte Ma ecco che cammina lunga la strada Lanciando gamba alta, abbronzata e nuda La bella del paese, ed è accompagnata Da due cozze che solo lei vien adorata M’accingo a cantar “Tu non mediti Nice Sei nata per amar Non tagli le camicie E non ti curi del focolare Guardi il cellulare Mi faresti più felice Di”, il fumatin mi zittisce “Aspetta e guarda e vedrai che affare” Dice e mi ferma con la forza Mentre lei verso di noi avanza A guisa che niuno la possa ignorare Ella si va, sentendosi guardare Alza la chioma e volta il viso Sorride! Sì, ma è un tal sorriso Di teschio bianco che non ha più nulla da sperare E mi tende la bianca mano senza carni Con cellulare colore del suo rossetto “Non vorresti un os...

Tre artigiani. Canzone popolare brianzola

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Poiché mi lagno tutto il giorno Mi si chiede di levarmi tosto di torno Ma resterò qui dove ho ereditato Un bel domicilio prefabbricato Per dire il vero una casa da rifare Prima d'inverno devo tutto assestare A cominciare dal laminato Che sopra il cotto han installato Un artigian della nostra città Avev'attaccato i fogli con la colla Ma solo i primi, poi ha cemento usato E quelli ribelli con tasselli fissati La liberazione ha chiesto del tempo Prima i fogli, poi chiodi e cemento Anche la colla e l'isolamento Polvere che vola in pieno fermento Nel gran cemento della Brianza Non manca mai la manovalanza Poi abbiam al bagno pensato Più specialisti abbiam interrogati Tutti ridevan di noi, dato Che sapean far bagni da 40 metri quadrati Ma almeno al centro andava cambiato il cesso basso e sporco da sostituire dané per l'idraulico é ben spesato che poi altri due dovean seguire Il primo ha tolto il vater ed è sparito il secondo uno nuovo c'ha fornito che sotto il sedere ha v...

Il parco della villa

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"Giovin vuoi tu marcir Nel tanfo della città di Usmate Prima o poi qui dovrai morir a furia di zanzarate Di là ti attende il castellett Dei fu Scaccabarozzi Nobili perché durante la peste Portavan i morti nei fossi Nell’edificio non puoi entrar È abitazione privata E anche del Comune ti farà ridacchiar qualche modesta camerata Dietro vedrai una orangerie Almeno quel che ne rimane Le colonne stan’ancora in piedi Testimoni di idee lontane Dalla terrazza potresti mirar Uno splendido panorama Se anche oggi ci fosse chi Le fronde ogni tanto dirama Duecento anni fa aprivano qui A sorpresa delle belle vedute Al giorno d’oggi non c’è più uno che Avesse l’arte capito Il ponticello nel parco seguir Sarebbe una gioia immane Se solo potessimo delle acque sentir Nel vecchio canale In fondo al parco cresce ancor Un boschetto di bambu Curar cineserie con tanto amor Fu, secoli adree, veritabla virtù Se tanto ti spaventa l’idea che decadenza Le nostre terre devasti e ignoranza Potresti recarti al ...

Usmate unita

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Tanto austera tanto maldestra pare La donna in tailleur che oggi è scesa Per recarsi al mercato, per far la spesa E tanto bionda è che non pensa a salutare “Questa, figliol”, mi disse un vecchio, “è una vera sciura Di Velate bene e di gente come noi lei non si cura Se trovassi il dané e ti sapessi vestire Invitarla a Monza potresti ardire. Ma tieni presente che le ragazze di Velate bene Non vanno nemmeno in oratorio Per proteggere l’imene Tra loro e te resterà un divario” “Eppur’io distanze qui non sento Siam tutti uniti nelle lotte di sinistra In piazza danno oggi Pastasciutta antifascista Il vento partigiano non me lo invento!” “Partigiani, picciol, siamo tutti stati solo Lui stesso non ha fatto in tempo tutti partigiani tranne quelli accoppati ognuno gioca poi nel suo di campo. Tu resta nel tuo, non mirare Da Usmate a Velate, vivi nel regno delle zanzare Là staresti tra colline ove una dolce brezza In verde giardino il riccastro accarezza Poi sei nato senza camicia Poeta tu! Non dim...