Addìo Brianza
Per Guido G.
La Brianza che ama la cultura
Indetta ha il Festival della Bruttura
Ne fan parte anche gli abitanti
Non noti al mondo per essere aitanti
I Corpi malformati ti fan vedere
Che l’anime d’accidia son afflitte
Infine non vanno a confessar com’è dovere
Non sanno dove portan queste slitte
Ma ecco che cammina lunga la strada
Lanciando gamba alta, abbronzata e nuda
La bella del paese, ed è accompagnata
Da due cozze che solo lei vien adorata
M’accingo a cantar
“Tu non mediti Nice
Sei nata per amar
Non tagli le camicie
E non ti curi del focolare
Guardi il cellulare
Mi faresti più felice
Di”, il fumatin mi zittisce
“Aspetta e guarda e vedrai che affare”
Dice e mi ferma con la forza
Mentre lei verso di noi avanza
A guisa che niuno la possa ignorare
Ella si va, sentendosi guardare
Alza la chioma e volta il viso
Sorride! Sì, ma è un tal sorriso
Di teschio bianco che non ha più nulla da sperare
E mi tende la bianca mano senza carni
Con cellulare colore del suo rossetto
“Non vorresti un osculo darmi?”
Chiede sussurrando. Io rimetto.
Faccio il biglietto per il treno regionale
Corro a Carnate dove un treno mi attende
E se non deraglia come quando da sol s’accende
Svanirà tosto questo sogno infernale

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