Usmate unita

Tanto austera tanto maldestra pare

La donna in tailleur che oggi è scesa

Per recarsi al mercato, per far la spesa

E tanto bionda è che non pensa a salutare


“Questa, figliol”, mi disse un vecchio, “è una vera sciura

Di Velate bene e di gente come noi lei non si cura

Se trovassi il dané e ti sapessi vestire

Invitarla a Monza potresti ardire.


Ma tieni presente che le ragazze di Velate bene

Non vanno nemmeno in oratorio

Per proteggere l’imene

Tra loro e te resterà un divario”


“Eppur’io distanze qui non sento

Siam tutti uniti nelle lotte di sinistra

In piazza danno oggi Pastasciutta antifascista

Il vento partigiano non me lo invento!”


“Partigiani, picciol, siamo tutti stati

solo Lui stesso non ha fatto in tempo

tutti partigiani tranne quelli accoppati

ognuno gioca poi nel suo di campo.


Tu resta nel tuo, non mirare

Da Usmate a Velate, vivi nel regno delle zanzare

Là staresti tra colline ove una dolce brezza

In verde giardino il riccastro accarezza


Poi sei nato senza camicia

Poeta tu! Non dimenticare

Anche con la più bella verniciata

Quelli come te non mai potrann’entrare”


Ascolto e vedo la sciura salire

Su un SUV tedesco nuovo modello

E come un angelo corazzato partire

Verso Velate, sogno del bello


Mentre io resto in Piazza Pertini

Al giardino chiuso è vicina

Ma solo per donne sta panchina

Faccio finta di niente, mi guardo i sandalini


Commenti

Post popolari in questo blog

Tre artigiani. Canzone popolare brianzola

Addìo Brianza