Usanze brianzole

Con i primi due sorsi del caffè

due mosche ho sputato

Da giovane le avrei inghiottite

mai la caffeina aspettato


Così il tempo passa e la vecchia tempra

se n’è andato non so com’e quando

altri duri nascono e tali son per sempre

come un mio fratello che non si va lagnando


Da solo vado anch’oggi sul marciapiede
“Ehi! Paesà!” urla un omone che mi vede

Mi fermo spaventato, ma poi m’accorgo

Che è Jacopo, il mio fratello ingordo


Di mestiere fa na cosa che qui è usuale

Più di una volta la pula l’ha voluto cercare

A casa della mamma, quando c’era

Poi per qualche anno è finito in galera


Chi non eredita cascina

Diventa, come me, poeta

Oppure fa il brigante torvo

Se si rifiuta di fare in banca il servo


Chies’io: “Mi maraviglia vederti qui o frate

Non hai paura della polizia di Usmate?”

Ed egli: “Frate mi, non porti un orologio tu al braccio?

Dopo le tre qui di polizia non c’è traccia


Il Flic e il Floc li vedi di mattina

In divisa orgogliosamente marciar

Lungo via Roma, verso il bar

Anche loro han bisogno di caffeina


A volte pranzan pure nel locale

Tengon d’occhio che sia tutto regolare

E poi, dopo aver chiesto lo scontrino

Tornan tosto in ufficio a fare un non lo so


Poi han verbali da stendere

Comunicati da cantar

Doveri far intendere

Han tanto da far!


Certo non troppo perché si è visto

All’ufficio tecnico, darsi troppo da far

È insidioso e forse, se ti beccano, te ne devi andar

Troppa diligenza porta a un esito funesto”


“Insomma, frate, potresti ora andare

Aspettar qui in banca e una vecchia sgozzare?”

Ed egli: “Sgozzare sotto casa non è usanza

Questione d’onore nella nostra Brianza!”


(Immagine: Wikipedia)

Commenti

Post popolari in questo blog

Tre artigiani. Canzone popolare brianzola

Addìo Brianza

Usmate unita